| Intervento del Presidente Mauro sulla vicenda del Giordano di Venafro |
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| Mercoledì 03 Dicembre 2008 09:25 |
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Ho scelto la seconda via e ciò per due ordini di ragioni. La prima è che le Istituzioni, specialmente in momenti come questo di grande disagio sociale, non devono e non possono soggiacere a semplici spinte emotive; la seconda è perché credo che il primo carattere delle Istituzioni debba essere quello della responsabilità e concretezza, da cui dipende la loro credibilità. Le Istituzioni devono essere origine di equilibrio sociale e i soggetti che le rappresentano devono informarsi a comportamenti chiari, concreti e responsabili.
Tornando al “Giordano”, effettuate le prime analisi, stando alla relazione dell’Ufficio Tecnico dell’Amministrazione, a quella dell’A.R.P.A. e a quella dell’Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica, non è possibile mettere in stretta ed esclusiva relazione l’impianto di riscaldamento con i malesseri accusati da alcuni alunni dell’Istituto, anche per la loro relatività e localizzazione solo in alcune aule. Una riunione congiunta si è tenuta tra i responsabili dell’Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica e l’A.R.P.A. territoriale il 28 novembre, e dal verbale inviatomi emerge che “sebbene la sintomatologia accertata dai casi e le dimensioni epidemiologiche del fenomeno siano state valutate non congruenti, pur tuttavia non è stata esclusa l’ipotesi che i casi possano essere in qualche modo correlabili alla Sindrome dell’Edificio Malato”. Con questa espressione si indica non una vera e propria malattia, imputabile a una causa ben precisa, ma una serie di disturbi che possono affliggere le persone che passano molte ore in un ambiente chiuso e che possono trovare origine in una combinazione di fattori vari e dipendenti dagli elementi di dotazione tecnologica, dai materiali di costruzione, dagli arredi fissi, dai rivestimenti dei pavimenti, delle pareti e dei soffitti, dall’isolamento, dalla modalità d'uso degli stessi, etc. Poichè non possono ignorarsi i malesseri che vi sono stati, ai quali dunque bisogna dare credito, ho ritenuto necessario, sebbene non vi fosse pericolo per la salute (e sottolineo questa circostanza) chiedere al Preside di liberare tutte le aule del Liceo Scientifico e nel contempo ho indirizzato ai Dirigenti del Servizio di Igiene Pubblica e dell’A.R.P.A. una nota con la quale ho richiesto di ampliare le indagini, ricorrendo anche a strumenti non in dotazione, ovvero a laboratori specializzati, non ultimo all’Agenzia Nazionale per l’Ambiente, dichiarando che dei relativi costi si sarebbe fatta carico l’Amministrazione Provinciale. Ciò in quanto responsabilità vuole che si accerti in modo definitivo ed irrevocabile la causa dei malesseri. Individuata questa, si adotteranno tutti i necessari interventi, non essendo mia intenzione pervenire a semplici palliativi. Nei prossimi giorni vi saranno degli incontri tecnici. Mi preme in ultimo sottolineare l’alta professionalità dell’A.R.P.A. e del Dipartimento d’Igiene Pubblica, che nello specifico hanno mostrato e mostrano capacità e sensibilità. E’ questo un riconoscimento dovuto perché, mi si consenta dire, è assolutamente intollerabile la denigrazione che si è fatta talvolta di queste Istituzioni. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Dicembre 2008 09:33 |