L'On. Paolo De Castro incontra il mondo agricolo in Provincia PDF Stampa E-mail
Martedì 04 Marzo 2014 15:17

Incontro pubblico in Provincia di Isernia con il Presidente della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento Europeo, l’On. Paolo De Castro.

L’europarlamentare ha incontrato istituzioni e operatori del mondo agricolo e delle attività produttive nella Sala Gialla della Provincia. All’appuntamento sono intervenuti anche il Presidente dell’ente di via Berta Luigi Mazzuto, il Presidente del Consiglio provinciale Lauro Cicchino e gli assessori provinciali Camillo Di Pasquale, Filomena Calenda, Gaetano Marucci e Gino Taccone.

 

Tra le istituzioni, presente anche il sindaco della città di Isernia Luigi Brasiello che ha dato il benvenuto a nome della comunità all’europarlamentare. Il Presidente Mazzuto nel suo intervento ha espresso le difficoltà che soprattutto territori piccoli come quello molisano incontrano nel raggiungimento di benefici e finanziamenti dall’Europa: “Secondo la Carta delle autonomie locali un ruolo importante nel collegamento del territorio con l’Europa è svolto proprio dalle Province che, mentre a Strasburgo godono di grossa considerazione, vedendosi riconosciuti valori e meriti, non beneficiano della medesima considerazione e attenzione da parte del Governo italiano che, in controtendenza a quanto avviene in Europa dunque, vuole depennarle dalla Costituzione italiana. Che ben vengano allora – ha continuato Mazzuto – provvedimenti dall’Europa, anche di natura sanzionatoria, ai danni dell’Italia per aver disatteso la Carta delle autonomie locali, se ciò si rivelasse utile per sollecitare un cambio di rotta del Governo italiano. Le Province per le nostre piccole realtà rappresentano tra le altre opportunità anche la possibilità di cogliere le grandi sfide che dall’Europa arrivano a beneficio dei cittadini comunitari. La cancellazione delle Province indebolirà ulteriormente aree già depresse economicamente, rendendole del tutto prive di interlocutori con l’Europa a vantaggio di quegli Stati membri che, nel rispetto delle autonomie territoriali, riescono a stabilire un filo diretto tra i cittadini e le sedi parlamentari europee. La nuova PAC seleziona in maniera adeguata i beneficiari del sostegno, delineando specifici contesti e riconoscendo zone svantaggiate, ma con la cancellazione delle Province si rischia di rimanere tagliati fuori da queste incredibili opportunità. Non a caso i soldi che a fine programma non verranno utilizzati, non rientreranno in UE, ma saranno ridistribuiti tra tutte quelle Regioni che avranno già beneficiato di fondi della PAC, costruendo quindi una adeguata programmazione per il rilancio della propria economia”.

L’On. De Castro ha illustrato le nuove possibilità fornite dalla Politica Agricola Comune 2014-2020: “Agricoltura attiva, giovani, cooperativismo, greening, revisione delle zone svantaggiate, integrazione dei fondi strutturali e fabbisogno di innovazione. Sono solo alcune delle ‘parole chiave’ della nuova PAC, il cui accordo politico si è chiuso, dopo un lungo dibattito durato circa due anni, il 26 giugno 2013, cui ha fatto seguito, a dicembre, l’approvazione dei regolamenti di riferimento. Adesso tocca divulgare tutto questo per poter dare l’opportunità di cogliere tutti i benefici che arriveranno da Strasburgo. In controtendenza rispetto a ogni altro settore produttivo del nostro Paese, negli anni più bui della crisi attuale, e cioè nel 2012 e nel 2013, il settore dell’agroalimentare è in crescita. Questo perché aumenta nel mondo il fabbisogno di cibo, appare significativo in tal senso il fenomeno del ‘land grabbing’ che caratterizza ormai tutto il mondo asiatico e che consiste nell’acquisto di aree rurali anche in altri continenti per garantirsi la produzione di cibo in futuro; in Africa, per fare un esempio, la Cina ha acquistato terreni pari a cinque volte l’Italia, da destinare alla produzione agricola, con colonie di cinesi spediti nel continente nero per lavorare i campi. Oggi, dunque, chi investe nell’agroalimentare fa un investimento sicuro per il futuro, mantenendo però sempre desta la consapevolezza imprenditoriale e la presenza costante sul mercato globale. Per raggiungere questi obiettivi, occorre attivismo, formazione e innovazione. Quanti partiranno da questi presupposti, avranno i requisiti ideali per candidarsi quali beneficiari dei fondi della nuova PAC”.  

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Marzo 2014 16:07
 

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