La Provincia di Isernia nella storia PDF Stampa E-mail
La Provincia - Storia
Mercoledì 09 Aprile 2008 19:15
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La Provincia di Isernia nella storia
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Il territorio altomolisano, oggi provincia di Isernia, è essenzialmente Terra Sannita e condivise la sua storia con l'Abruzzo fino alla caduta dell'Impero Romano. La provincia è oggi situata nella regione storico-geografica dell'Italia meridionale denominata Sannio, che deriva il suo nome dall'area anticamente abitata dalla popolazione italica suddivisa in tribù di Caraceni, Pentri, Caudini e Irpini. Resti evidenti della sua storia si possono osservare nei reperti delle varie epoche, un passato che parte da 736mila anni fa per giungere fino al 1970, quando l’Alto Molise divenne provincia, e all’attuale ente, proiettato verso un futuro di costante sviluppo e di forte crescita sociale.

L ’antica terra dei Sanniti, che in Alto Molise hanno lasciato tante tracce della loro civiltà, è oggi una provincia ricca di castelli e di paesi scavati a ridosso della roccia, del romantico e del barocco, dell’archeologia preistorica, romana e longobarda.

Ma è anche la provincia degli immensi spazi verdi, dei grandi Tratturi, e delle vaste praterie e foreste dell’Alto Molise, del giacimento paleolitico di Santo Spirito, dell’antica e misteriosa Bovianum Vetus, l’odierna Pietrabbondante. Già un milione di anni fa l’uomo (homo erectus) dimorava nella zona di Isernia, allora una savana abitata da grandi mammiferi. Antichi abitanti dell'Appennino meridionale, sempre in guerra con Roma fino alla loro sottomissione definitiva, i Sanniti furono un popolo di indomiti guerrieri.

Tra i loro principali monumenti giunti fino a noi, la cavea del Teatro Sannitico nella imponente località archeologica situata poco lontano da Pietrabbondante, situata sulle pendici del monte Saraceno. E’ l'antica Bovianum Vetus fondata dai sanniti pentri e colonizzata dai romani nell'89 a.C., che conserva ancora i resti di due grandi templi. Il teatro, tuttora adibito a suggestive rappresentazioni estive, risale al II secolo a.C e affaccia sullo splendido scenario della valle del Trigno. La vicina Agnone, attuale terzo comune della provincia, nasce da un primo abitato medioevale sorto tra le chiese di S. Marco, S. Nicola, e S. Pietro Apostolo, databili tra il X e l’XI secolo, le ultime due collocate presso le uniche due porte urbane della murazione normanna sveva, della quale si individuano ancora alcune torri.


Isernia, capoluogo della provincia, è stata una città romana e l’acquedotto ancora oggi in uso risale a 2000 anni.  La città è  sorta nel corso dei secoli tra le vallette attraversate dai fiumi Gianocanense e Gioviale, oggi denominati Carpino e Sordo. Nell’anno 263 a.C. Roma fondò infatti a Isernia una sua colonia, dopo la vittoria sui Sanniti. Lo storico Ciarlanti  identificò invece Frosolone, in quanto comune altomolisano, con l'antica "Fulsulae" dal latino "fulgeo", risplendere, nominata da Tito Livio negli Annales ed in un altro testo dove Livio parla di "Farsolene”.

Dopo la sconfitta sannita tutti i principali centri divennero colonie romane, tra cui Isernia, colonia fin dal 262 a.C.  e Venafro, città di origine Augustea.  Poi l’Alto Molise fu invaso dai Goti negli anni dal 535 al 553 d.C. e dai Longobardi nel 572 d.C.

Il territorio era unito  al ducato di Benevento e questo periodo di annessione fu causa di tensioni sociali e guerre, dovute anche ad invasioni da parte di mercenari bulgari, che costruirono un gastaldato comprendente Sepino, Isernia, Trivento e Venafro.

Durante la guerra sociale Isernia era stata occupata dagli Italici, che la elevarono a capitale, ma successivamente Silla la ridusse ad un cumulo di macerie. Ciò nonostante, in seguito  fu ricostruita ed elevata al rango di municipium, vivendo  un periodo di splendore con Giulio Cesare ed Augusto. Con la caduta dell’impero romano la città pentra subì un tracollo e venne distrutta nel 456 dai barbari.

Nel IX secolo fu attaccata tre volte dai pirati saraceni e semidistrutta, subendo i contemporanei attacchi dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno. Nel X secolo nacquero diverse signorie feudali che si resero autonome, formando nel tempo le contee di Venafro,   Trivento, Bojano, Isernia, Pietrabbondante (inizi dell'XI sec.).

La città di Isernia risorse  con l’avvento dei Normanni, entrando a far parte della contea di Molise e gli imperatori Svevi la dichiararono terra regia, l’unica città con tale previlegio. Nel 1300 vi nacquero Papa celestino V e il giureconsulto Andrea d’Isernia, famoso per i suoi scritti di diritto. Papa Celestino V, al secolo Pietro Angelerio, era nato da genitori di umili condizioni e studiò nell'abbazia di Santa Maria di Faifoli, ove scelse   la vita eremitica. Fondò decine di monasteri  e istituì un nuovo ordine monastico, i Celestini, poi  fu eletto Papa nel conclave di Perugia il 5 luglio 1294, col nome di Celestino V. Dopo poco più di cinque mesi rinunciò al Pontificato e fu elevato agli onori degli altari nel 1313. {mospagebreak}

All’inizio del secolo successivo molti feudi appartennero a Raimondo Berengario D’Angiò, poi Carlo II la donò all’ultimo dei propri figli, Pietro. Nell’anno 1316 la città fu pignorata per  la dote di Caterina d’Austria e, dopo la sua morte nel 1323, passò in eredità al marito di Caterina, il duca di Calabria.

Nel XV secolo anche l’Alto Molise conobbe una immigrazione di zingari e slavi, che fondarono diversi centri.

Anni bui furono quelli nei secoli XVII e XVIII, dovuti all’isolamento e alla decadenza economica che colpì l'Italia intera.

Michelangelo D’Avalos nel 1710 riscattò il feudo di Isernia e dal 1743 fino alla eversione della feudalità la cittadina fu ancora città regia. Nel 1780 era la città  più popolata del Contado di Molise, con 5156 abitanti.

Durante l’era napoleonica gli isernini combatterono le armate francesi che scesero a conquistare il regno di Napoli. La città e il suo circondario erano  fedeli ai Borboni, quali legittimi regnanti delle Due Sicilie e il popolo aderì alla reazione borbonica contro i piemontesi.  Epica fu la battaglia del Macerone, e nei  primi anni dell'unità d’Italia la zona subì la crudele strage sulla popolazione inerme da parte delle truppe torinesi perché, con il pretesto di combattere il brigantaggio, gli ufficiali sabaudi impiccarono centinaia di contadini e pastori, passando per le armi, spesso, anche intere famiglie.

Nel corso dei millenni l’Alto Molise subì vari terremoti, e nel luglio 1805 un violentissimo sisma colpì la regione devastandola, con numerose vittime e ingenti danni ai fabbricati. Oltre che dai numerosi terremoti,  molti paesi dell’area sono stati più volte distrutti nel corso dei secoli dagli invasori, fino al 10 settembre del 1943, per l’improvviso ed inaspettato  bombardamento da parte degli anglo-americani, che causò circa mille morti.

Devastazioni avvennero anche a Pescopennataro e nei comuni vicini, mentre le alture delle Mainarde furono teatro della Battaglia di Monte Marrone, ove rinacque l’Esercito Italiano dal Corpo Italiano di liberazione (CIL), dopo l’8 settembre del ’43. I bombardamenti procurarono anche a Venafro molte vittime e gravi danni all’abitato.

Con decreto del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro del 19 settembre 1994, la Provincia di Isernia è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare per  le vittime patite e per l’eroismo dimostrato contro i tedeschi nella seconda Guerra Mondiale e numerosi sono stati i militari della provincia insigniti di onorificenze al valore militare. Dopo secoli di attesa e dopo le ripetute istanze popolari del primo dopoguerra, il 3 marzo 1970 Isernia è stata elevata a capoluogo della provincia, con giurisdizione amministrativa sui 52 Comuni dell’Alto Molise.

Lo stemma della Provincia è costituito dall'unione, in uno scudo turrito, degli stemmi delle sue quattro maggiori città: Isernia, Agnone, Frosolone e Venafro.

(A. Rocco, 2007)

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Giugno 2009 16:41