LETTERA APERTA AL DIRETTORE FAMIGLIETTI PER PORRE FINE AD UNA GESTIONE MIOPE DEL PALEOLITICO PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Marzo 2012 16:08

È ora di fare chiarezza con la Sovrintendenza del Molise, in merito alla questione della gestione dell’area del Paleolitico di Isernia.

La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise non può determinare le sorti di un intero territorio, senza confrontarsi con l’Università, con gli altri Enti e con le associazioni locali: il sito di Isernia La Pineta non è proprietà esclusiva, né può essere assoggettato ad un regime monopolistico.

Il protocollo d’intesa, proposto dalla Provincia di Isernia e condiviso anche con la Sovrintendenza, oltre che con la Regione Molise, il Comune di Isernia, l’Università degli Studi del Molise, va nella direzione di valorizzare e, al contempo salvaguardare, il patrimonio culturale e storico del nostro territorio, a partire dal Paleolitico. Non è più possibile consentire che si gestisca tale bene unilateralmente in violazione dei più elementari principi di partecipazione interistituzionale.

La Regione Molise, il Comune di Isernia, l’Università degli Studi del Molise e la Provincia di Isernia sono Istituzioni operanti sul territorio che la Sovrintendenza e lo stesso direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Molise Gino Famiglietti non possono ignorare.

C’è assoluta necessità di un confronto partecipato sulla questione. Cosa ha prodotto in questi ultimi trent’anni la gestione miope che la Sovrintendenza continua tutt’oggi a reclamare? Poco o nulla. Sfido chiunque ad affermare il contrario.

Dalle dichiarazioni del direttore Famiglietti si evincono supponenza e arroganza, là dove si afferma che “a breve saranno completati i lavori e che la Sovrintendenza curerà l’apertura dell’area, attingendo dal personale del Museo di S. Maria delle Monache”. Tutto ciò senza considerare le conseguenze. In primis, il personale in forza al Museo di Corso Marcelli ad Isernia è già sottodimensionato e, distogliendo altre forze lavoro, si potrebbe determinare la definitiva chiusura della struttura. Inoltre, la ratio alla base del patto interistituzionale, proposto dalla Provincia di Isernia, si fonda sulla creazione di nuove opportunità occupazionali, impiegando giovani laureati e qualificati in materie attinenti l’archeologia e, più in generale, creando posti di lavoro nei servizi collaterali alla gestione del sito.

Nessuno può arrogarsi il diritto di primogenitura o di proprietà del Paleolitico, tanto meno la Sovrintendenza e, poiché dagli atteggiamenti e dalle parole del direttore Famiglietti si evince una chiara volontà di estromettere le Istituzioni locali dalla gestione del Paleolitico, è il caso che il Ministero per i Beni culturali faccia luce sugli indirizzi di sviluppo che un territorio, come quello della Provincia di Isernia, può attuare.

Sono fermamente convinto che tutte le Istituzioni debbano agire nel fine unico di garantire la fruizione di un bene pubblico non solo a studiosi e ricercatori, ma a tutti coloro che ne hanno interesse; nel mondo, ne abbiamo prove e statistiche, ve ne sono di appassionati, a partire dagli studenti di ogni ordine e grado.

Negare questo diritto è commettere un torto alla nostra comunità che, seppure numericamente esigua, merita rispetto e tutela, oltre che una forte spinta verso una adeguata crescita culturale e sociale.

Nessuno può negare il ruolo di tutela che la Sovrintendenza e il Mibac esercitano e devono esercitare sui beni culturali, archeologici e paesaggistici di questa Regione e del Paese intero, ma non si può avanzare la pretesta di una decisione unilaterale ed esclusiva su tali beni che appartengono a tutti.

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Marzo 2012 16:09
 

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