Cicchino e Mazzuto: i tagli imposti alla Provincia dal Governo sono insostenibili per poter gestire i servizi PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Novembre 2012 14:26

Si è svolta ieri a Roma una riunione d’urgenza del direttivo dell’Unione Province Italiane (Upi). Durante l’incontro, al quale hanno partecipato anche il Presidente della Giunta provinciale di Isernia Luigi Mazzuto e quello del Consiglio Lauro Cicchino, si è discusso sui tagli dei trasferimenti da parte dello Stato alle Province. Tagli che ammontano complessivamente a 500 milioni di euro per il 2012 (900mila euro in meno per l’ente di via Berta) e 1 miliardo e 200 milioni di euro per il 2013 e che sono stati confermati dal Ministro dell’Economia Vittorio Grilli nell’incontro svoltosi nel pomeriggio di ieri con l’Upi. Tagli ritenuti insostenibili per gestire le competenze e i servizi affidati alle Province.

Tanto che, nel corso dell’incontro, è stata espressa la volontà di ricorrere al Tar contro queste decisioni. Anche perché i disagi creati ai cittadini da questa situazione sono molteplici. “Con i tagli imposti dal Governo – ha spiegato il presidente Mazzuto – non ci sono fondi per i riscaldamenti nelle scuole. E ciò comporterà inevitabilmente una chiusura delle scuole posticipata al 30 giugno visto che dovranno essere recuperati i giorni in cui non sarà possibile tenere aperte le scuole durante il periodo invernale. L’altro problema è quello riguardante la manutenzione delle strade provinciali che, in queste condizioni, è praticamente impossibile gestire. Vorrà dire che per garantire la sicurezza – ha sottolineato il presidente – saremo costretti ad abbassare sulle nostre strade i limiti di velocità a 50 o a 40 chilometri orari. Purtroppo, di fronte a un Governo che non vuole ascoltare le nostre richieste, non abbiamo altre scelte che queste per continuare a garantire i servizi”. “La nostra responsabilità di amministratori e non di politici – ha dichiarato il presidente Cicchino – non ci permette di ricorrere a ricatti e sotterfugi a scapito dei cittadini, privandoli di servizi essenziali. La questione va riportata ad un commissariamento di fatto delle amministrazioni provinciali attraverso continui e profondi tagli delle rimesse dello Stato”. Durante la riunione del direttivo Upi si è parlato, naturalmente, anche dell’ultimo decreto che prevede l’accorpamento delle Province. E i presidenti Mazzuto e Cicchino hanno evidenziato la disparità di trattamento riservato dal Governo in merito alla questione delle Province montane ‘salvate’ dall’accorpamento. “Vogliamo capire – hanno detto in proposito Cicchino e Mazzuto –perché alcune province che ricadono nel territorio alpino, ad un altezza superiore agli 800 metri dal livello del mare, non sono state accorpate mentre quelle come la nostra che si trovano sugli appennini sì”. Infine, durante il direttivo Upi è stata sollevata anche la questione riguardante l’illegittimità dell’abolizione delle giunte. Infatti, gli amministratori provinciali hanno contestato il fatto che l’attuale legge impone che le delibere dell’esecutivo siano atti collegiali. Invece, con l’abolizione delle Giunte e con la permanenza del solo Presidente diventano, sostanzialmente, atti monocratici. L’assemblea dell’Upi rimarrà convocata in maniera permanente. Si è, inoltre, concordato di convocare tutti i segretari dei partiti e i capigruppo di Camera e Senato affinché si interessino delle questioni riguardanti le problematiche delle Province in sede di conversione in legge dell’ultimo decreto sul riordino di questi enti.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Novembre 2012 14:31
 

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