Quote rosa. Le dichiarazioni di Mazzuto Stampa
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Giovedì 29 Ottobre 2009 17:09

Si torna a parlare del problema delle quote rosa e dell’assenza di donne nella Giunta della Provincia di Isernia, tutti consapevoli che dovrebbero essere molte di più le donne impegnate nella cosa pubblica. Ma c’è chi realmente crede in queste dichiarazioni e chi invece vi cela un intento che va oltre la vera lotta alla misoginia e al pregiudizio sociale.

Le donne sono perfettamente a loro agio in ruoli amministrativi e il fatto che molte di loro si trovino a barcamenarsi tra lavoro, famiglia e quindi spesso anche figli e nello stesso tempo si impegnino in prima fila nelle istituzioni e nei partiti politici deve essere considerato un valore aggiunto.

A dimostrazione del fatto che sono pienamente certo che il coinvolgimento delle donne in politica, in ambito locale e nazionale, può contribuire allo sviluppo di legislazioni più attente alla condizione di donne, bambini e famiglie e non solo, è l’aver avuto tra gli aspiranti a supporto della mia candidatura alla presidenza della Provincia di Isernia ben 40 donne. La coalizione che mi ha appoggiato, rispetto alle altre, ha infatti segnalato all’interno delle liste elettorali il più gran numero di donne. Dato questo mai registrato in precedenza. Resto sorpreso del fatto che quelle stesse associazioni femministe che oggi pongono all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della presenza di una donna nella Giunta di Palazzo di Via Berta non abbiano, invece, espresso alcuna riserva rispetto alla scelta di quelle coalizioni o di quei partiti che, al momento della compilazione delle liste elettorali, non hanno indicato un consistente numero di donne.

L’influenza delle donne nelle amministrazioni incoraggia mutamenti nell’agenda delle priorità dei colleghi maschi, suggerendo la discussione di tematiche riguardanti la condizione femminile, la famiglia, ma anche la violenza, lo sfruttamento e le molestie. Di tutto questo ne sono ben consapevole. Diverso, invece, deve essere il modus pensandi dei cittadini che liberamente esprimono il proprio diritto/dovere al voto: stando ai risultati delle scorse amministrative, è evidente che gli elettori, anche di sesso femminile, non scelgono le donne come loro rappresentanti in politica.

In qualità di presidente di questa Provincia, non disponendo tra i consiglieri alcuna donna, ho inteso rafforzare il ruolo amministrativo del gentil sesso, riconoscendo incarichi prestigiosi quali il Consigliere di parità e il suo vice a due donne. Ricordo, inoltre, che due revisori dei conti per la Provincia di Isernia sono donne.

Infine, vorrei ribadire che già solo voler parlare di quote rosa indica una discriminazione ed è contro questo che le associazioni femministe dovrebbero battersi e contro lo scetticismo di tutta una società, non solo maschile, sul coinvolgere le donne in politica.